L’entroterra di Arzachena conserva un ricco patrimonio archeologico che comprende monumenti sia del periodo prenuragico che nuragico. Tra i primi sono di notevole importanza ed interesse il riparo sotto roccia di Monti Incappidatu e i Circoli megalitici di Li Muri; tra i secondi i nuraghi di Albucciu e La Prisciona, il tempietto di Malchittu e le tombe di giganti di Li Lolghi e di Coddu Vecchju.
Tombe di Giganti
Le tombe sono costituite da un corridoio, la cui parte posteriore è absidata, e da una zona anteriore delimitata da pietre conficcate a terra in posizione eretta. Sul davanti si trova una stele alla cui base si apre un portello di ingresso che, presumibilmente, veniva chiuso con una lastra dopo la deposizione del defunto. I lastroni laterali alla stele formano la zona dell’esedra. In questo luogo si dovevano compiere varie cerimonie legate sia al culto dei morti che, sembra, ai riti di incubazione.
Le tombe di giganti complete nel territorio arzachenese sono:
I Nuraghi
I nuraghi appaiono in Sardegna nel secondo millennio a.C.. Sono delle torri a tronco di cono edificate con grossi blocchi di pietra. La copertura del complesso è a tholos, cioè a falsa cupola. Oltre i nuraghi a tholos, a forma circolare, esistono anche quelli “a corridoio” . I pareri sulla funzione dei nuraghi sono contrastanti. In linea di massima tutti sono concordi nell’affermare che si tratti di opere militari. Ma ciò non può far escludere che venissero utilizzati anche per altri scopi.
Nel territorio di Arzachena se ne trovano moltissimi, i più importanti sono:
Le Chiese
Nella civiltà degli stazzi e, in genere, nella vita e nella storia della gente di Gallura, hanno un ruolo fondamentale le chiese campestri.
Di stile semplice ed armonico, sono estremamente dignitose nella povertà dei loro arredi e dei materiali che le compongono: cantonetti di granito legati con malta di fango, legno di ginepro per le travature e per gli infissi, tegole di cotto spesso appoggiate su un incannicciato per la copertura.
Talvolta, soprattutto se l'opera muraria non impiega conci di granito lavorato, le pareti sono coperte di intonaco dipinto di bianco o in tenui colori pastello.
La pianta è sempre rettangolare, con archi a tutto sesto, sostenuti da contrafforti che spesso sporgono sulle linee esterne dei muri perimetrali. La facciata, con l'ingresso principale, è generalmente sormontata da un piccolo campanile a vela.
Disseminate in numero rilevante su tutto il territorio, sono ubicate sia in prossimità di popolate cussorgie sia in luoghi isolati.
Spesso il santo cui la chiesa è dedicata ha assunto, nella tradizione arzachenese, il cognome del proprietario del terreno nel quale è stata costruita.
Particolarmente sentite e frequentate sono le feste che vi si celebrano fra la primavera e la fine dell'estate. Queste sono gestite a rotazione dalle famiglie della cussorgia, che mettono a disposizione capi di bestiame per la cena del vespro e per il pranzo del giorno della festa.
COTA - Consorzio Operatori Turistici di Arzachena © 2010